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25 aprile 2015 6 25 /04 /aprile /2015 18:47

oggi ho avuto l'onore di essere ospite al Piccolo Teatro di Milano e partecipare alla commemorazione del 70° anniversario della Liberazione, Un bellissimo momento istituzionale insieme al Presidente Mattarella, al Sindaco, al Presidente Smuraglia.

Riporto il discorso del Sindaco

-------------http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/primopiano/Tutte_notizie/sindaco/20150425_discorso_pisapia_piccolo_teatro

70° anniversario della Liberazione

Il discorso del Sindaco Pisapia al Piccolo Teatro

Cerimonia con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Signor Presidente della Repubblica, un particolare - e mi permetta - affettuoso benvenuto a Lei da tutti i milanesi, onorati di accoglierla oggi, in questa giornata così importante per Milano e per tutto il nostro Paese.
Siamo qui in tanti – partigiane, partigiani, militari, civili, cittadini - perché la Liberazione è un patrimonio condiviso fra tutte le forze sane della società. Una grande pagina di unità. Un grande insegnamento.

Siamo qui in quello che oggi è un luogo di cultura, di dialogo ma che durante il fascismo era la sede della famigerata Legione Muti, responsabile di torture, violenze e morte, e del plotone di esecuzione della strage di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944.
Sono passati 70 anni. Ma il 25 aprile non è solo la data di una commemorazione: è la data fondante della nostra storia. La Resistenza fu una pagina di grande riscatto morale e civile, con apporti ideali più diversi, ma con un fine comune.
Quel fine è stato sancito dalla Costituzione e tuttora illumina i princìpi più preziosi della nostra democrazia: pace, libertà, eguaglianza, solidarietà politica, economica e sociale.

1) La nostra Costituzione ci dice che non possiamo solo piangere o limitarci a condannare i responsabili - e i corresponsabili - della vera e propria strage di chi, disperato, fugge dalla violenza, dalla fame, dalla guerra, dalla dittatura
2) ma che dobbiamo anche essere protagonisti dell’aiuto e dell’assistenza di donne, uomini, bambini ai quali rimane solo la speranza di un mondo migliore, di una società più giusta.

E con forza dobbiamo dire, dobbiamo agire – ognuno nel proprio ruolo, ognuno secondo le proprie possibilità - affinché l’Italia non sia lasciata sola e l’intera Europa sappia dimostrare la propria capacità di essere anche umana e unita per porre fine a una situazione moralmente e politicamente inaccettabile.
I valori della resistenza, i princìpi scolpiti nella nostra Costituzione debbono diventare sempre di più concretezza nell’essere e nell’agire. E per questo è importante che – con noi – ci siano oggi molti ragazzi, molte bambine e bambini.
Fu la voce di Sandro Pertini a dare il primo segnale di riscossa a Milano in quella mattina di primavera, in quel giorno di libertà.
Alle otto del mattino, dalle antenne di Radio Milano Libera, Pertini spronava Milano allo sciopero generale “contro l’occupazione tedesca contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine”.

E Milano rispose. Rispose unita e coraggiosa, consapevole di essere ancora una volta alla testa della battaglia per la democrazia, contro ogni dittatura.

Rispose consapevole di esprimere in questo modo se stessa, fedele alla sua vocazione secolare: generare libertà e progresso per tutti.
La Medaglia d’oro che ha decorato la Città di Milano è stato il riconoscimento della piena partecipazione del corpo sociale della città e del suo territorio alla lotta di liberazione.
Milano aveva dentro di sé anticorpi secolari che le gerarchie fasciste neppure ipotizzavano e che quel mattino entrarono in azione, e vinsero.
Ancor prima della direttiva impartita via radio, Milano si era preparata allo sciopero e alla lotta. E proprio qui in Via Rovello, la 120ma Brigata Garibaldi impose la resa ai nazifascisti: sono centinaia i luoghi e gli episodi che raccontano la partecipazione di una intera comunità.
Aldo Aniasi, il comandante Iso, e Antonio Greppi, entrambi Sindaci di Milano - che erano stati in prima fila nella lotta di liberazione - ebbero sempre la consapevolezza di essere fieri rappresentanti di un popolo unito e libero.
E c’è un altro aspetto che occorre riscoprire e mettere in luce: l’aspetto culturale. Ci troviamo qui in un luogo di cultura: un luogo anch’esso liberato, un luogo da cui Milano ripartì grazie al coraggio e all’ingegno di Paolo Grassi, Giorgio Strehler, Nina Vinchi e tanti altri.
Un luogo che ci rivela l’anima del movimento di Liberazione: un’anima fatta di idee, di progresso, di innovazione culturale.
Quello slancio, quella capacità di costruire il futuro, quella speranza di un mondo più giusto sono, ancora oggi, parte integrante del nostro impegno e della nostra capacità – della nostra volontà - di non essere indifferenti di fronte alle ingiustizie. Serve ancora la Liberazione. Una resistenza le cui armi siano i progetti, le idee, i valori e l’impegno per un rinnovamento morale e civile.

1) Liberazione oggi vuol dire innanzitutto liberare se stessi: dall’egoismo, dalla difesa ostinata agli interessi particolari e personali, dall’opportunismo, dal trasformismo inteso come strategia per l’occupazione del potere.
2) Liberazione oggi vuol dire guardare al mondo con fiducia e non con paura.
3) Liberazione oggi vuol dire ribellarsi contro ogni oppressione.
4) Liberazione oggi vuol dire difendere la natura, il paesaggio, l’ambiente.
5) Liberazione oggi vuol dire legalità, lotta alle mafie, alla corruzione che divora la democrazia e lo sviluppo.

Queste sono le battaglie di oggi, questi sono i valori di chi crede nella democrazia e nei diritti inviolabili dell’uomo, ovunque sia nato e senza distinzione di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Perché 70 anni fa noi siamo usciti dalla guerra, ma oggi il mondo non è in pace.
Ieri abbiamo inaugurato la Casa della Memoria, che è - e vuole essere - un luogo vivo, dove il passato, il triste passato, si intreccia con lo studio, la conoscenza, l’azione. Dove avranno una sede tutte le Associazioni civili e storiche che si occupano di Resistenza, di terrorismo, di ogni forma di violenza.
Perché dalla memoria nasca una nuova città, un Paese nuovo.
Tra pochi giorni apre a Milano l’Esposizione Universale. Anche Expo vuole essere un evento di libertà, per un mondo più giusto che sappia diffondere il diritto di tutti al cibo e all’acqua. E’ un ideale alto e difficile, non scontato. Milano ci prova, e sono certo che questa Città saprà dare al Mondo soluzioni non facili, ma soluzioni efficaci, strumenti veri fatti di concretezza ambrosiana. Anche in Expo abiteranno gli ideali di quella primavera di rinascita.

Ecco perché, Signor Presidente, cari amici, è – e sarà sempre - 25 Aprile, è – e sarà sempre - Resistenza.

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Published by elisabettastradaxpisapia
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  • Da giugno 2011 sono Consigliere Comunale della Milano Civica x Pisapia Sindaco
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