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2 agosto 2013 5 02 /08 /agosto /2013 16:08

Abbiamo tutti letto della forte richiesta fatta dal Sindaco Pisapia già a maggio scorso, oggi ribattuta con eco e forza da tutti i sindaci del nord Italia, dall'Anci con Fassino, nei confronti del Governo, di cambiare tendenza e approccio nei confronti degli enti locali.

Se non si inverte la tendenza, i  Comuni si troveranno necessariamente nella condizione di dover tagliare i servizi. Quei servizi, che entrano tutti i giorni nelle nostre case, di cui tutti noi non potremmo fare a meno. Pensiamo ad es ai nidi e le materne, già oggi non si riesce a stare dietro alla richiesta delle famiglie, non si riescono ad aumentare i posti. Pensiamo ai servizi agli anziani, ai disabili, alle comunità dei minori, alle assistenti sociali, ai custodi sociali, agli educatori, ai vigili.. Fino arrivare ai trasporti, agli impianti sportivi comunali, ecc.

La scelta che ci é stata posta durante l'incontro di maggioranza di ieri e dei giorni scorsi di condividere una posizione Intervenire sulle tariffe dei servizi offerti oppure tagliare pesantemente dei servizi.

Quindi mentre  aspettiamo che Roma si prenda tutto il tempo necessario per decidere cosa fare dell'Imu, come restituire le tasse locali agli enti locali (ad es la tares il 0,30 va allo stato, per un totale di 23 milioni da parte dei milanesi), dobbiamo intanto pensare ad un piano B.

Pensiamo che il la pressione fiscale pesa ai cittadini il 51%, di questa cifra il 49% va allo stato, solo il 2% rimane ai comuni. Ma i comuni garantiscono servizi molto superiori al 2%. Questa é la vera battaglia politica che va fatta. una battaglia che va oltre al colore del partito. Una battaglia amministrativa necessaria. Certo una battaglia che fa anche la Lega da tanto, ma una battaglia vera, che se non si vince, prima o poi, i servizi ai più deboli moriranno.

Quella sulle tariffe dei mezzi pubblici "e' una manovra necessaria - ha commentato l'assessore
alla Mobilita' del Comune di Milano Pierfrancesco Maran - perche' Milano ha una nuova metropolitana, la M5, e come abbiamo piu' volte detto non ha ricevuto alcun sostegno economico da Regione Lombardia e dallo Stato, e nei prossimi anni arriverà a costare 100 mio all'anno oltre al contratto di servizio con ATM". Maran ha spiegato che dal 2010 e' aumentata l'offerta di mezzi pubblici ma il contributo di Stato e Regione e' calato dal 54,2 per cento al 42 per cento. Altri comuni hanno contributi per il 72%. Brescia ad esempio ha appena ricevuto un contributo straordinario per la metropolitana. Noi no.

Quello di Milano "resta comunque l'abbonamento italiano con il miglior rapporto tra offerta del
servizio e tariffe - ha precisato Maran - e anche con questa riforma tariffaria l'abbonamento rimane una scelta conveniente per chi vuole utilizzare i mezzi". La tariffa del biglietto singolo non e' stata toccata "ma se lo Stato non ci dara' risposte riguardo ai contributi per il
trasporto - ha concluso l'assessore - per il 2014 la situazione potrebbe cambiare".  L'aumento degli abbonamenti mensili portera' nelle casse del Comune di Milano 33 milioni di euro l'anno.

La scelta che abbiamo fatto quindi é di cercare di tenere stabili le spese per chi usa i mezzi pubblici quotidianamente, quindi poco aumento per gli abbonamenti annuali, andando a ritoccare di più gli occasionali. Quindi da settembre l'abbonamento mensile Atm passera' da 30 a 35 euro (pensiamo che a Napoli costa 41€, genova 46€, Torino 38€, Roma 35€) e l'abbonamento annuale da 300 a 330 euro. Non verranno toccati i biglietti singoli che continueranno a costare 1,50 euro. Vengono confermate invece le agevolazioni per alcuni utenti:

  • come i giovani sotto i 26 anni che pagheranno il mensile 22 euro e l'annuale 200 euro,
  • continueranno ad essere gratuiti mensili e abbonamenti per gli over 65 con reddito ISEE fino a 16mila euro

  • Aumentano invece  il carnet settimanale 6X2 che passa da 8,40 a 10 euro
  •  Per gli anziani con redditi più' alti dei 16mila ci saranno  diverse fasce di prezzo: 
  •   abbonamento mensile a 22 euro e annuale a 200 per donne over 60 uomini over 65 con indice Isee tra i 16 mila e i 20 mila euro
  • mensile a 30 euro e annuale a 300 invece per chi ha indice Isee oltre i 20 mila euro. 

Gli aumenti, ha spiegato Maran dovrebbero garantire alle casse di  Palazzo Marino 33 milioni di euro in più' rispetto alle tariffe attuali. "Non risolvono i problemi di bilancio - ha pero' sottolineato l'assessore Balzani - non c'e' nulla che da solo possa risolverli, ma tutto e' necessario". Balzani ha poi annunciato maggiori controlli per eviatare abusi sulle esenzioni erogate dal Comune.

 

Infine i revisori dei conti affermano 

COMUNE, REVISORI: APPROVARE AUMENTI TARIFFE ENTRO SETTEMBRE - "Procedere celermente all'approvazione del bilancio di previsione 2013", "approvare urgentemente" con la specifica "entro settembre" gli "aumenti tariffari (e tributari)". Sono le 'raccomandazioni' contenute, tra le altre, nella relazione  del Collegio dei Revisori dei conti di palazzo Marino. Il documento del 31 luglio, riconosce l' "ulteriore squilibrio della parte corrente di 64,6 mln" e riporta le considerazioni dei revisori che rilevano, come già in passato, in particolare "l'incremento della spesa corrente rispetto all'assestato 2013" ed esprimono "forte perplessitÖ circa i tempi di implementazione delle misure necessarie per recuperare l'equilibrio di parte corrente". Quindi il suggerimento dei revisori di "rivisitare le previsioni di spesa" prevedendo "tagli significativi",  l'approvazione del bilancio e la contestuale raccomandazione "di proseguire con estrema prudenza nell'assunzione degli impegni di spesa, limitandoli a quelli obbligatori per legge o per contratto o a quelli che si ritiene indispensabili per garantire la continuità dei servizi essenziali alla cittadinanza". Quindi, il capitolo dell'adeguamento delle tariffe verso cui il collegio 'chiede' di "provvedere urgentemente, entro il mese di settembre" per "realizzare l'introito del gettito ipotizzato per colmare il disequilibrio".

 

Riporto uno stralcio del discorso di Maran alla presentazione del Piano Urbano Mobilità Sostenibile

"...Viviamo una stagione di forti cambi di abitudini: pensiamo all’ATM che ha incrementato i suoi abbonati di oltre il 20%, oppure guardiamo le nostre piste e corsie ciclabili con un numero di ciclisti in costante crescita che chiede nuove infrastrutture. La gestione della crescita dei motorini e al tempo stesso la riduzione, in città e in tutta la Lombardia, dell’uso dell’automobile.

Scelte che impongono nuove scelte e che indicano come lo sbilanciamento, figlio degli anni ’90, di risorse a favore delle strade rispetto alle infrastrutture di trasporto pubblico se è stata decisione poco lungimirante allora è adesso esattamente il contrario di quello che si deve fare.

Milano sta cambiando nei cantieri delle metropolitane 4 e 5, nel prolungamento di Monza-Bettola, nei cantieri della preferenziale della 92, del tram verso Rozzano e anche in cose che sembrano piccole, ma che sono altrettanto decisive, come i 12 milioni investiti per sostituire scale mobili. Proprio oggi riapre la scala mobile a Pagano, pensate che ha finito il ciclo di vita utile a metà anni ’90.

Grazie ad ATM stiamo facendo il più grande investimento in nuovi treni della metropolitana dall’apertura della linea 1.

Milano sta cambiando, non ha mai avuto un’offerta pubblica ampia come quella del 2013, la vedrà crescere ancora di anno in anno ma non si può tacere il problema delle risorse pubbliche. Dal 2010 ad oggi il contributo che Stato e Regione danno al sistema Milano è sceso dal 53% al 42%. In prospettiva, a parità di risorse, con l’apertura intera della M5 si potrebbe scendere al 35%.

Non esiste nessun  sistema in Europa che ha una contribuzione così bassa. Milano sta facendo i salti mortali per gestire una situazione di risorse pubbliche così scarse e ciononostante riesce ancora a garantire ai milanesi l’abbonamento più economico d’Europa, dati alla mano.

E’ un sistema che va adeguatamente finanziato anche perché non sta attraversando una crisi dovuta ad inefficienze ma una crisi di crescita: a nuove infrastrutture non corrisponde una adeguata e proporzionale crescita dei contributi.

Pensare in scala metropolitana significa però che noi per primi dobbiamo porci nell’ottica di innovare i sistemi. Nella città metropolitana hanno convissuto negli ultimi 20 anni le linee metropolitane, il passante ferroviario, le reti di autobus di superficie su scala provinciale. Sistemi che, lungi da cooperare, si sono invece fatti competizione. Oggi questo sistema deve mutare e date le difficoltà economiche è necessaria una fortissima collaborazione tra Comune e Regione, nonostante le diverse impostazioni politiche, tra ATM e Trenord con un unico obiettivo: offrire servizi sempre più efficienti ai cittadini. Il passante ferroviario non deve più essere un corpo estraneo della città..."

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Published by elisabettastradaxpisapia
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  • Da giugno 2011 sono Consigliere Comunale della Milano Civica x Pisapia Sindaco
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