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6 novembre 2011 7 06 /11 /novembre /2011 21:53

faccio mie le parole di Eugenio Galli - presidente di Ciclobby

 

Ancora una volta siamo qui a chiederci come è possibile. Come è possibile che si debba morire così facilmente in strada, a Milano. Morti banali, 

eppure spesso così prevedibili ed evitabili. A farne le spese è stato ieri sera, dopo le 21, un ragazzino di solo dodici anni che, in via Solari, era in

sella alla sua bicicletta, non distante dalla madre. Rientrava a casa dalla parrocchia, dicono. Per evitare l’impatto con la portiera di un’auto

in sosta aperta all’improvviso, o forse anche da questa urtato, il dodicenne ha sbandato occupando la corsia dei mezzi pubblici lungo la quale

stava arrivando il tram, che lo ha investito in pieno, trascinandolo per alcuni metri e uccidendolo. Siamo vicini al dolore della famiglia per

questo strappo irreparabile. E’ inaccettabile vivere in una città dove un genitore non possa augurarsi che il proprio figlio faccia la cosa più normale

 di questo mondo: andare in bici all'oratorio. Certo, sipotrà dire che ieri sera vi è stato un concorso di circostanze: il buio,la pioggia intensa che 

riducono la visibilità, richiedono maggiore attenzione e rendono più difficili le manovre di emergenza. Ma resta il fatto che, da anni, quella strada

è un vero pericolo, ripetutamente denunciato. Via Solari è pericolosa tutti giorni, nelle ore diurne non meno che in quelle serali, con lapioggia

col sole. Anche oggi, nonostante la nuova e chiara segnaletica verticale e orizzontale, le auto sono posteggiate, senza soluzione di continuità, in

sosta vietata, lungo la carreggiata di scorrimento delle auto. E persino in una situazione di evidente e totale mancanza di spazio, vi è pure chi si

ferma in doppia fila per il caffè,l’aperitivo, la piccola spesa. Due file di auto in sosta vietata! Con il risultato che anche la corsia del mezzo pubblico

è sempre impegnata da mezzi privati. A queste situazioni occorre avere il coraggio di dire basta, reagendo concretamente! Agli assessori Maran 

e Granelli chiediamo di intervenire intanto sul controllo efficace e continuo della sosta abusiva: che fine ha fatto il sistema street control assegnato

in dotazione alla polizia locale? A chi, a cosa é dovuta la prassi di tolleranza della polizia locale, in quella come in altre vie, di questo malcostume

di sosta che mette in grave pericolo la sicurezza delle strade urbane? Ricordiamo un fatto: nel novembre 2009 il vicesindaco Riccardo De Corato,

appena subentrato nelle deleghe al traffico all’assessore Edoardo Croci, poco prima dimissionato dalla giunta Moratti, bloccò il piano delle corsie

riservate presentato da Atmaccettato dall’assessore Croci. Fra le corsie in discussione vi era quella di via Solari,dove venne altresì sospeso ogni

intervento di contravvenzione per le auto in sosta vietata, si dice sull'onda delle proteste dei residenti che volevano poter parcheggiare 

liberamente su strada.  A chi si giustifica per la sosta, magari con la scusa di fermarsi “solo un minutino”, giusto il tempo di un aperitivo, va

ricordato che talvolta anche un minuto può essere fatale. Come pure va ricordato quanto prescrive l’art. 157, comma del Codice della strada:

È fatto divieto chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato

che ciò non costituisca pericolo intralcio per gli altri utenti della strada”. In tanti, troppi casi, aperture disinvolte delle portiere delle auto provocano

conseguenze mortali. Infine, occorre separare, quando, dove possibile, i percorsi del tram, le cui possibilità di manovra sono essenzialmente limitate

alla frenatura, facendo in modo che le corsie ad essi riservate siano effettivamente protette e fatte rispettare.


Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus) 

Milano, 6 Novembre 2011

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Published by elisabettastradaxpisapia
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commenti

Michele Colombo 11/08/2011 10:19


Le statistiche dei paesi "civili" dicono che la mortalità ciclistica è inversamente proporzionale al numero dei ciclisti: in poche parole, più biciclette circolano, maggiore è la loro sicurezza;
sono più visibili, più accettate, meno esposte al pericolo.
L'amministrazione deve portare i ciclisti per strada, non relegarli al ruolo di un fastidioso ostacolo alla circolazione automobilistica.
La ricetta è tanto semplice da sembrare banale:
piste ciclabili anche sui marciapiedi (come in tutte le città del nord europa, basta tirare due righe di vernice), piste per i due sensi di marcia, tolleranza zero per le infrazioni di sosta e
soprattutto di fermata (le più odiose: "solo un minuto poi me ne vado") anche nelle zone della movida, anche davanti ai locali trendy (Buonarroti, Wagner, Sanzio, Marghera, Ticinese); soprattutto
tenacia, resistere alle proteste dei commercianti (via Ponte Seveso docet) e vigili in strada.
Da persona terra terra quale sono, vorrei capire perchè questi semplici accorgimenti non sono possibili


elisabettastradaxpisapia 11/08/2011 14:46



grazie solo un'info - assessore Maran ha già chiesto una derega al codice della strada, in quanto ad es piste per due sensi di marcia in una strada a senso unico non é possibile, segnare una
pista nelle zone pedonali neanche, oggi farlo.


grazie elisabetta



antonio strada 11/07/2011 21:42


Cerchiamo di rendere sicure le poche ciclabili che ci sono. Sono sempre occupate da auto in sosta. A volte anche da quelle dei vigili e della polizia!


luisa brambilla 11/07/2011 12:55


In via Solari gli interventi dovuti non sono stai fatti. Male, malissimo. Se ne parla perchè c'è stato il morto e per di più giovane e, come si sa, la risonanza del fatto è inversamente
proporzionale all'età della vittima ....
E' una tragedia che suscita sdegno per tanti ritardi tante inadempienze tanti interventi forse richiesti e sollecitati e non fatti.
Cosa diremo quando il morto ci sarà là dove invece gli interventi SONO STATI FATTI e anche molto di recente?
Penso a quelle zone del centro dove sono state aumentate a dismisura le superfici dei marciapiede a scapito dei ciclisi ora intrappolati tra le rotaie del tram e il gradino in carreggiate per lo
più ricoperte da pavè.
Lì un'amministrazione saggia e previdente che vuole tutelare i suoi cittadini dovrebbe IMPEDIRE il passaggio alle biciclette.
Quanta irrazionalità!Via Torino, corso Ticinese San Gottardo, corso Garibaldi, metà di corso Italia,... Il famoso centro storico in cui ci hanno fornito le bici pubbliche, in cui ci invitano ad
usare la bici per sottrarsi all'ecopas. Peccato che lì le bici non ci possono andare(aspettiamo però il prossimo morto per avere la conferma) e questo grazie a RECENTISSIMI interventi!! Qui non si
tratta di assenza di piste ciclabili, qui è ben peggio:oculato intervento di ostacolo alle biciclette. E non si dica che ci sono percorsi alternativi. Si provi ad usare la bici in quelle zone, lì
l'alternativa è un intrico di viuzze dove a gran fatica convivono auto e pedoni.
Qualcuno mi deve spiegare questa strategia perchè proprio non mi ritrovo: si invocano piste ciclabili dopo aver tolto spazio che già bene o male per le bici c'era, si crea un sistema di bici
pubbliche PRIMA di creare le condizioni perchè possano essere usate, si fa pagare un pedaggio PRIMA di fornire ai cittadini posteggi, mezzi, alternativi ecc. per poterlo evitare.
E l'irrazionalità dei super marciapiedi non ha limiti: diffusi in zone che si vorrebbero frequentate dai ciclisti IMPEDISCONO la circolazioni delle bici,costruiti in zone dove si vuole limitare la
movida INCORAGGIANO la movida!!!!!
Irrazionalità, energie e soldi buttati, lavori mal fatti: in queste giornate di pioggia ho sotto gli occhi(e sotto i piedi) i nuovissimi immensi marciapiedi di corso Ticinese: sono pieni di pozze
smisurate! Io non ho mai visto laghi, pozzanghere immense SUI marciapiede di Milano (se mai sotto)!! Solo qui sui nuovissimi...
So che mi si dirà che le responsabilità sono delle giunte precedenti, speriamo che questa ci dia prova di maggiore razionalità e buon senso, magari smantellando quanto fatto dalle precedenti.
Luisa Brambilla


filippo gallizia 11/07/2011 09:01


Concordo in pieno con l'intervento di Eugenio Galli. Continuo a far di tutto perchè i miei sei figli si muovano in città in bicicletta. Non solo perchè è un mezzo fantastico, ma soprattutto perchè
li rende autonomi.
Scelta difficile per i genitori, sempre con il cuore in gola.
Eppure ci sono interventi che da subito potrebbero cominciare ad aumentare la sicurezza:
1- imporre per delibera comunale l'uso del casco per tutti
2- fare la guerra al parcheggio il seconda fila
3- sanzionare pesantemente i comportamenti di guida pericolosa a danno di pedoni, ciclisti e motociclisti
4- fare una campagna fortissima e proattiva per promuovere il rispetto del ciclista. In Ticino all'inizio di ogni anno scolastico questa viene fatta con iniziative molto interessati: pubblicità si
cartelloni, iniziative di marketing virale (ai semafori), coinvolgimento delle scolaresche... Quante scuole a Milano hanno il copraggio do invitare gli alunni ad utilizzare la bici. Neanche si
preoccupano di dare uno spazio protetto per le bici. Ai miei figli ne continuano a rubare. Tanto per fare un esempio.
5- smetterla con la favola dell'ecopass. Tutti i quartieri di Milano hanno il problema del traffico, con le sue ricadute di pericolo, inquinamento, congestionamento. E più si chiude il centro, più
si congestiona il resto. La vera sfida è quella di convincere tutti a lasciare a casa l'auto se non è strettamente necessaria. Gli stumenti si conoscono: mezzi pubblici, bici e motorini, taxi a
prezzi normali, parcheggi ai capolinea ATM.

Questa tragedia purtroppo e comprensibilmente farà sparire le biciclette dalla strada. Questo sarà un ennesimo passo indietro della nostra civiltà.

Cosa intende fare Pisapia?

Filippo Gallizia


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  • Da giugno 2011 sono Consigliere Comunale della Milano Civica x Pisapia Sindaco
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