faccio mie le parole di Eugenio Galli - presidente di Ciclobby
Ancora una volta siamo qui a chiederci come è possibile. Come è possibile che si debba morire così facilmente in strada, a Milano. Morti banali,
eppure spesso così prevedibili ed evitabili. A farne le spese è stato ieri sera, dopo le 21, un ragazzino di solo dodici anni che, in via Solari, era in
sella alla sua bicicletta, non distante dalla madre. Rientrava a casa dalla parrocchia, dicono. Per evitare l’impatto con la portiera di un’auto
in sosta aperta all’improvviso, o forse anche da questa urtato, il dodicenne ha sbandato occupando la corsia dei mezzi pubblici lungo la quale
stava arrivando il tram, che lo ha investito in pieno, trascinandolo per alcuni metri e uccidendolo. Siamo vicini al dolore della famiglia per
questo strappo irreparabile. E’ inaccettabile vivere in una città dove un genitore non possa augurarsi che il proprio figlio faccia la cosa più normale
di questo mondo: andare in bici all'oratorio. Certo, sipotrà dire che ieri sera vi è stato un concorso di circostanze: il buio,la pioggia intensa che
riducono la visibilità, richiedono maggiore attenzione e rendono più difficili le manovre di emergenza. Ma resta il fatto che, da anni, quella strada
è un vero pericolo, ripetutamente denunciato. Via Solari è pericolosa tutti i giorni, nelle ore diurne non meno che in quelle serali, con lapioggia
e col sole. Anche oggi, nonostante la nuova e chiara segnaletica verticale e orizzontale, le auto sono posteggiate, senza soluzione di continuità, in
sosta vietata, lungo la carreggiata di scorrimento delle auto. E persino in una situazione di evidente e totale mancanza di spazio, vi è pure chi si
ferma in doppia fila per il caffè,l’aperitivo, la piccola spesa. Due file di auto in sosta vietata! Con il risultato che anche la corsia del mezzo pubblico
è sempre impegnata da mezzi privati. A queste situazioni occorre avere il coraggio di dire basta, reagendo concretamente! Agli assessori Maran
e Granelli chiediamo di intervenire intanto sul controllo efficace e continuo della sosta abusiva: che fine ha fatto il sistema street control assegnato
in dotazione alla polizia locale? A chi, a cosa é dovuta la prassi di tolleranza della polizia locale, in quella come in altre vie, di questo malcostume
di sosta che mette in grave pericolo la sicurezza delle strade urbane? Ricordiamo un fatto: nel novembre 2009 il vicesindaco Riccardo De Corato,
appena subentrato nelle deleghe al traffico all’assessore Edoardo Croci, poco prima dimissionato dalla giunta Moratti, bloccò il piano delle corsie
riservate presentato da Atme accettato dall’assessore Croci. Fra le corsie in discussione vi era quella di via Solari,dove venne altresì sospeso ogni
intervento di contravvenzione per le auto in sosta vietata, si dice sull'onda delle proteste dei residenti che volevano poter parcheggiare
liberamente su strada. A chi si giustifica per la sosta, magari con la scusa di fermarsi “solo un minutino”, giusto il tempo di un aperitivo, va
ricordato che talvolta anche un minuto può essere fatale. Come pure va ricordato quanto prescrive l’art. 157, comma 7 del Codice della strada:
“È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato
che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada”. In tanti, troppi casi, aperture disinvolte delle portiere delle auto provocano
conseguenze mortali. Infine, occorre separare, quando, dove possibile, i percorsi del tram, le cui possibilità di manovra sono essenzialmente limitate
alla frenatura, facendo in modo che le corsie ad essi riservate siano effettivamente protette e fatte rispettare.
Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus)
Milano, 6 Novembre 2011